Il percorso formativo nasce dalla collaborazione tra la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e l’Università Telematica degli Studi IUL.
Il tema delle migrazioni ha acquisito nell’era contemporanea un’importanza sempre maggiore, così come emerge dalle politiche pubbliche volte a garantire un corretto approccio all’accoglienza e al dialogo interculturale. Nella maggior parte dei processi di accoglienza è diventata protagonista l’azione della mediazione culturale, tanto che le relative figure sono ormai presenti in ogni struttura dove avvenga uno scambio fra PA e cittadino straniero. A partire dai CDA (Centri di accoglienza), ai CARA (Centri di accoglienza richiedenti asilo), proseguendo con Questure, Prefetture, Centri per l’impiego, Enti Locali che offrono servizi alla persona, il lavoro dei mediatori interculturali è diventato di estrema capillarità e di fondamentale importanza.
Il corso ha come obiettivo la formazione dei mediatori culturali fornendo loro le competenze necessarie al corretto svolgimento dei
processi di inclusione e di gestione dei conflitti sociali, con particolare riferimento all’ambito delle
discriminazioni multiple e dell’intersezionalità fra potenziali fattori di discriminazione. Per questo il sistema europeo e in particolar modo l’Italia, sono chiamati a trasferire ad un ampio pubblico, le conoscenze normative necessarie all’orientamento e l’acquisizione delle libertà civili a favore di tutti, e contestualmente a diffondere saperi necessari alla comprensione e alla pacifica interazione nei contesti diversi e tra persone di provenienza eterogenea. Il percorso formativo prevede quindi un
piano della formazione che spazi dall’ambito giuridico, sociale, linguistico, culturale, alle basilari normative che nel nostro Paese in conformità con la Costituzione e le normative Europee, seguendo il principio di parità di trattamento e non discriminazione.